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giovedì 22 ottobre 2020

Il nostro incontro con DanArt80: un talento innato per il disegno!

Cari amici, come state?
Questo 2020, con dispiacere, ammettiamo di essere stati un po' dietro le quinte e poco presenti dietro la tastiera del nostro blog.
Talvolta vi abbiamo aperto qualche simpatico scorcio di vita quotidiana (o ordinaria "follia" come la chiamo io!) in casa nostra attraverso i nostri canali social, ma purtroppo, un po' come per tutti, il tempo di poterlo fare in maniera dedicata, con due bimbi a casa e tutti "forzatamente" insieme, è stato difficile da trovare.
Chi è mamma o papà...ahimè questo lo sa bene!

Quest'anno ha visto moltissime famiglie rivoluzionare le proprie vite, rimboccarsi ancor di più le maniche, reinventarsi e trovare nuove strade.
C'è chi si è dedicato ad un nuovo hobby sbocciato da poco, chi ha finalmente coltivato quel progetto a cui mirava da tempo, chi ha aperto il cassetto in cui aveva chiuso dentro i suoi sogni e chi, complice l'inaspettato tempo a disposizione ad un tratto tornato, ha riscoperto la passione di un tempo, che risale ai banchi di scuola.

Oggi voglio raccontarvi la storia di Daniela Drogo, in arte DanArt80, una mamma come me, con un talento innato per il disegno.
Dio le ha fatto un dono meraviglioso: le ha concesso di riuscire ad immortalare su carta un momento di vita vero, rendendolo memorabile per sempre.
La mano di Daniela sa cogliere particolari unici, talvolta sconosciuti persino a chi guarda gli originali.
Attraverso i suoi occhi e la sua bravura ci concede di ammirare opere stupende, che sembrano prendere vita!
Come vi accennavamo l'amore di Daniela per il disegno dura da sempre e viene coltivato crescendo al Liceo Artistico, dove successivamente si diploma.

In un momento di incertezza come questo, Daniela ha scelto di tornare a credere nel suo talento e di offrirlo alle persone che desiderano fermare l'attimo e rendere eterno un particolare istante.
Per questo, approfittando della sua maestria, le abbiamo commissionato un ritratto a pastello su cartoncino, 35x48 cm.



Pensate che nell'originale si tratta di due foto separate e distinte, scattate a Ludovico e Diletta dal fotografo dell'hotel questa estate, nello stesso momento, ma singolarmente.
Un peccato non poterle incorniciare insieme insomma.
Fortunatamente, però, Daniela è riuscita in questa "mission" e ha creato questo capolavoro per la nostra famiglia, che ovviamente non vediamo l'ora di appendere in camera dei bimbi.
La spensieratezza, la libertà, l'essere felici dei nostri figli finalmente racchiuso in un ritratto!

Siamo super orgogliosi di Daniela e vogliamo promuovere con voi questa sua vocazione, ricordandovi che è specializzata in ritratti con tecnica a grafite (carboncino, matita) e pastello e che usa solo materiali di qualità, come matite professionali Lyra e Faber Castel e pastelli Carand'ache e Lyra Rembrandt polycolor.


 

E' proprio il caso di dire che l'occhio vuole la sua parte e come poter dire il contrario davanti ad uno dei suoi capolavori?

Siete alla ricerca di un regalo particolare per un'occasione speciale?

Un cadeau che resti memorabile nel tempo e stupisca chi lo riceve?

Il regalo di anniversario o di compleanno al marito o alla moglie,
che ogni anno vi struggete per poter trovare?

A Daniela basterà ricevere la fotografia che volete ricreare per dar vita ad un'opera che vi lascerà a bocca aperta e che recapiterà in tutta Europa a chi vorrete!


Inoltre è possibile creare simpatici ritratti a fumetto 13x18 con cornice inclusa nel prezzo e frase personalizzata da inserire all'interno della nuvoletta.
Un'occasione unica per donare a chi si vuole bene un pensiero originale!


"La tua foto in un ritratto,
per fermare il tempo che scorre,
l'immagine di un istante,
come il dolce suono di una melodia"

 


 

Ringraziando ancora tantissimo Daniela per il suo prezioso lavoro, vi lasciamo qui sotto i suoi contatti, certi che non potrete fare a meno del suo talento!

329/11.399.17


DanArt80

 

Dan_Art_80


Un abbraccio,
I Quercias 

sabato 1 dicembre 2018

Benvenuta al mondo leonessa! 🦁

Ben ritrovati!

Torniamo oggi a scrivere sul nostro blog per darvi un resoconto delle ultime settimane. 
Il 25 ottobre alle 08.28 di mattina è nata la nostra piccola Diletta. 
Neanche un'ora dopo essere scesa in sala operatoria, già la sentivo piangere e la attaccavo cuore a cuore. 
Un'emozione indescrivibile quella di stringere nuovamente tra le braccia un fagottino così tenero ed indifeso.
Una sensazione bellissima, già provata con Ludovico, e mai dimenticata. 
Ecco così iniziare la nostra vita familiare a quattro! 

Per quanto il mio pensiero fosse sempre rivolto al mio piccolo gigante Ludovico (che sapevo essere coccolato da tutti!) a casa ad aspettarmi, ho cercato di godermi la degenza per riscoprire le gioie (e i dolori dell'allattamento!) di una nuova piccola vita da stringere tra le braccia. 

Durante il nostro ricovero  abbiamo condiviso la camera dell'ospedale San Carlo Borromeo di Milano, con una mamma ed una bambina che oramai sono entrate e nel nostro cuore: Simona e la piccola Ginevra! 
Meglio di così non poteva andarci perché siamo diventati grandi amiche e abbiamo condiviso la gioia di dare alla luce due bimbe meravigliose a distanza di poche ore l'una dall'altra. 


Dopo quattro giorni, stando bene sia mamma che figlia, abbiamo salutato le nostre amichette e siamo state dimesse. 
Purtroppo il tempo atmosferico, fuori ad accoglierci, non è stato tanto clemente con noi e ha iniziato a raffreddarci prepotentemente. 
Ludovico, nel corso delle successive settimane, a sua volta raffreddato, ci ha fatto un bel po' di compagnia giocando a casa con noi!

Tra una pioggia e un colpo di freddo, entrambi i bambini si sono ammalati e una sera di novembre siamo stati costretti a dover portare Diletta al pronto soccorso, dove è stata trattenuta per il ricovero a causa di una forte bronchiolite, presa a soli 23 giorni di vita.
Ludovico, poverino, a sua volta si è ammalato accusando un forte intasamento e avendo per tanti giorni di fila la febbre.

Mentre ero ricoverata in ospedale con la nostra piccolina, ripensavo a quando, solo qualche settimana fa, scrivevo sul blog che una mamma con due bambini doveva imparare a dividersi in due e subito realizzavo che mai furono più azzeccate le parole che avevo utilizzato per raccontarvi il mio stato d'animo prima di partorire.

Stare in una terapia intensiva accanto alla propria bambina collegata dei respiratori perché è troppo affaticata, già di per sè ti spezza il cuore, non poter tenerla in braccio ti annienta, non potere più allattarla finché non guarirà ti distrugge...in tutto questo il mio stato d'animo è stato un alternarsi di alti e bassi, perché, pur volendo fare di tutto per trasmettere serenità i miei bambini, in fondo in fondo, ero davvero triste nel non poter vedere né uno né l'altro, ma soprattutto nel non vederli guarire.
Purtroppo non ha aiutato nemmeno il fatto che nella nota clinica di Milano dove ci hanno trasferite e poi ricoverate, nella terapia intensiva neonatale non fosse presente la possibilità di un ricovero vicino al letto della propria bimba, anche per un genitore.

Sono stata ricoverata qualche giorno in un altro reparto della stessa clinica, ma quando c'è stata la necessità di liberare il letto, sono stata messa alla porta senza il minimo scrupolo da un dottore che di umano non mi ha mostrato nulla, al contrario la sua sensibilità si è dimostrata essere sotto zero, e mi sono dovuta recare a casa iniziando così una maratona giornaliera dalla nostra abitazione a questo ospedale affinché potessi stare con Diletta più tempo possibile e portarle il latte della sua mamma.
In questa occasione, oltre chiaramente ad essere particolarmente triste perché mi stavano forzatamente allontanando dalla mia bambina, pur capendo le esigenze dell'ospedale di liberare un letto, ho realizzato che tante volte avere un titolo di studio ed una formazione specifica di quelle che ti rendono orgoglioso perché senti che stai aiutando il prossimo e salvi vite umane, in qualche caso non è sufficiente per dimostrare di essere una persona umana.
Al mio iniziale oppormi alle dimissioni forzate, mi è stato risposto senza mezzi termini che la sanità "se ne infischiava" del fatto che io abitassi lontana dalla suddetta clinica, "se ne infischiava" a del fatto che potessi magari per un fattore di stress perdere il latte ed era irrisorio che da mamma fossi triste perché dovevo fare "su e giù" attraversando tutta la città per venire a trovare la mia bambina ogni giorno, vivendo fuori Milano.
Insomma, in questa occasione mi sono resa conto che non contavo nulla se non per la mia bambina, e che l'urgenza di dover dare un letto alla paziente che veniva dopo di me era più grande del problema che al momento avevo.
Diletta ha trascorso giornate veramente faticose, dove il decorso della malattia l'ha davvero messa k.o., è stato necessario fornirle l'ossigeno con dei macchinari ed alimentarla con il sondino.
Insomma, giornate in cui sia figlia che mamma hanno dovuto tirare fuori le unghie.
Grazie a Dio poi, ad un certo punto, abbiamo iniziato a vedere qualche piccolo miglioramento e dalla mascherina dell'ossigeno siamo passati ai tubicini, dal sondino per alimentarla al biberon, per arrivare poi al seno!


Ringraziamo tutti quello che ci sono stati vicini, che ci hanno supportato, sostenuto, aiutato, scritto anche solo per informarsi, ma soprattutto hanno pregato per una pronta guarigione dei nostri bambini.
Dopo 12 giorni, Diletta è stata dimessa dalla TIN e finalmente, con tutte le raccomandazioni del caso, siamo tornate a casa, pronte ad iniziare nuovamente una vita serena con il papà ed il fratellino.

Nonostante il medico di reparto poco cordiale in cui mi sono imbattuta durante la mia degenza e il trattamento, per così dire "menefreghista" che da mamma ho ricevuto, scrivo questo post principalmente per ringraziare tutti gli angeli della TIN (terapia intensiva neonatale, ndr), il reparto che ha accolto la mia bambina e che l'ha coccolata, accudita, sostenuta e curata sino alla sua dimissione .
Fortunatamente c'è chi ha saputo dimostrare una grande umanità e professionalità, che non è passata certamente inosservata ai nostri occhi.

Grazie a ciascuno di voi!
I Quercias vi abbracciano caramente.

Sarah